Questo era il grido nel documento programmatico della Destra. Ora ridotto a qualche ideuzza utopica e nazional comunista.
sull'energia nucleare non si dovrebbe più discutere. Dovremmo invece concentrare tutti gli sforzi per trovare la maniera per poter sfruttare al massimo le energie rinnovabili tipo Solare, Eolico e idroelettrico.
Con un certo rammarico vi propongo il documento a cui il Sen Storace ha deciso di fare un passo indietro e rinanciare il nucleare per far favori al piccolo alleato. Peccato!
"Oggi è di gran moda parlare di ritorno al nucleare facendo leva su due aspetti della complessa questione dell’approvvigionamento e del fabbisogno di energia: da un lato le difficoltà e i costi dell’approvvigionamento dei combustibili fossili necessari e i rischi geopolitica connessi (non solo alla dannazione della schiavitù petrolifera, basti pensare al conflitto Russia vs Ucraina sul gas); dall’altro sostenendo la tesi – oggettiva – che i rischi di un disastro nucleare sono presenti anche in una nazione come la nostra che ne è priva ma che è circondata oltralpe da una rilevante quantità di impianti nucleari; il tutto condito con la suggestiva idea che produrre energia dal nucleare costi poco o comunque molto meno rispetto ad altre fonti.
Nell’illustrare i presunti vantaggi economici dell’energia nucleare ci si dimentica di dire però che:
a) tutta l’economia gravitante intorno al nucleare nel resto d’Europa si basa su sovvenzioni e privilegi: dall’esenzione fiscale dei combustibili nucleari ai crediti privilegiati;
b) la rimessa in funzione degli impianti italiani smantellati è pressoché impossibile e la costruzione di nuovi impianti prevede tempi assai lunghi rispetto ai bisogni attuali e tempi decisamente lunghissimi per rientrare nelle spese prima di avere benefici di natura economica relativi al costo dell’energia;
c) gli enormi investimenti necessari alla costruzione di impianti poco si adattano con la liberalizzazione dell’energia decretata in sede UE e recepita in Italia;
d) a questo si possono aggiungere almeno altri 5 buoni motivi per pensare di investire altrove denaro pubblico: dall’enorme fabbisogno idrico delle centrali nucleari all’impossibilità di smaltimento delle scorie che devono essere conservate centomila anni, dalla pericolosità legata ai rischi di terrorismo nucleare alla scarsa efficienza dell’utilizzo del calore residuo delle centrali nucleari per la co-generazione fino al rischio e alla valutazione degli effetti di una contaminazione anche bassa della radioattività sull’uomo e sull’ambiente.
Nel frattempo in cui l’indecisione regna sovrana e il dibattito si sterilizza sul pro o contro il nucleare, il peso della dipendenza da fonti fossili, per lo più straniere, cresce e l’impegno nello sviluppo delle risorse rinnovabili rimane una bella enunciazione di principio: il tutto a vantaggio delle lobby a danno degli interessi del nostro popolo.
La Destra è fortemente convinta che la strada maestra debba essere quella di uno sforzo straordinario di ricerca sulle fonti rinnovabili e contemporaneamente quello di favorire in tutti i modi la produzione da parte di una molteplicità di attori che agiscono a livello locale e su piccola scala basato sulla tecnologia esistente per la produzione di energie alternative."
Nell’illustrare i presunti vantaggi economici dell’energia nucleare ci si dimentica di dire però che:
a) tutta l’economia gravitante intorno al nucleare nel resto d’Europa si basa su sovvenzioni e privilegi: dall’esenzione fiscale dei combustibili nucleari ai crediti privilegiati;
b) la rimessa in funzione degli impianti italiani smantellati è pressoché impossibile e la costruzione di nuovi impianti prevede tempi assai lunghi rispetto ai bisogni attuali e tempi decisamente lunghissimi per rientrare nelle spese prima di avere benefici di natura economica relativi al costo dell’energia;
c) gli enormi investimenti necessari alla costruzione di impianti poco si adattano con la liberalizzazione dell’energia decretata in sede UE e recepita in Italia;
d) a questo si possono aggiungere almeno altri 5 buoni motivi per pensare di investire altrove denaro pubblico: dall’enorme fabbisogno idrico delle centrali nucleari all’impossibilità di smaltimento delle scorie che devono essere conservate centomila anni, dalla pericolosità legata ai rischi di terrorismo nucleare alla scarsa efficienza dell’utilizzo del calore residuo delle centrali nucleari per la co-generazione fino al rischio e alla valutazione degli effetti di una contaminazione anche bassa della radioattività sull’uomo e sull’ambiente.
Nel frattempo in cui l’indecisione regna sovrana e il dibattito si sterilizza sul pro o contro il nucleare, il peso della dipendenza da fonti fossili, per lo più straniere, cresce e l’impegno nello sviluppo delle risorse rinnovabili rimane una bella enunciazione di principio: il tutto a vantaggio delle lobby a danno degli interessi del nostro popolo.
La Destra è fortemente convinta che la strada maestra debba essere quella di uno sforzo straordinario di ricerca sulle fonti rinnovabili e contemporaneamente quello di favorire in tutti i modi la produzione da parte di una molteplicità di attori che agiscono a livello locale e su piccola scala basato sulla tecnologia esistente per la produzione di energie alternative."
da - La Destra per L'Italia contro tutte "le Caste" -
Emanuele Gargiulo



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